Ai Fiori

Trieste

Maria Giovanna Saletù e Alberto Saglio Ponci ci accolgono in questo locale storico nel cuore di Trieste, affacciato sul giardino di piazza Attilio Hortis, dove, nella bella stagione, si può mangiare all’aperto. Che cosa? Per esempio, sgombro affumicato con crema di broccolo all’acciuga e marmellata al peperoncino! Le proposte di pesce sono originalissime e tutte da scoprire, ma in menù non manca l’offerta per chi preferisce la carne e si possono anche creare versioni vegetariane dei piatti.

La carta dei vini propone i migliori assaggi del Carso triestino, del Collio e Colli orientali, di Slovenia e Croazia e di diverse regioni italiane, oltre ad alcune rarità da abbinare alla cucina innovativa.

Al Gallo

Pordenone

Nel 1850 era la prima osteria, superato il ponte sul Noncello, entrando a Pordenone: la sua posizione è unica, fra il Duomo e il Municipio, e ospita lo studio che fu de “Il Pordenone”, affrescato dallo stesso artista, vissuto tra il 1484 e il 1539. Dal 2009 Al Gallo ci aspettano Andrea Spina e sua moglie Diletta. Andrea fa cucina di pesce, mescolando con delicatezza e creatività il pesce dell’Alto Adriatico ai prodotti della Pedemontana pordenonese.
I vini sono perlopiù del Friuli Venezia Giulia, ma in cantina troviamo anche ottime etichette di spumanti e altri vini di fuori regione.

Al Grop

Tavagnacco (UD)

Per entrare in trattoria si sfiora il campanile della chiesa di Tavagnacco, con alle spalle il magnifico parco di villa di Prampero. Si mangia godendosi un’impareggiabile vista sul verde e d’estate in terrazza lo sguardo si posa sul parco. Siamo alla quinta generazione di conduzione della Trattoria Al Grop con la famiglia Del Fabbro, che rilevò l’esercizio a metà dell’800. Il testimone è ora delle sorelle Simona e Silvia e la cucina è diretta da Ramon Gigante, collaboratore ultraventennale che con la famiglia accompagna lo sviluppo di un menù radicato sugli insegnamenti di nonna Giuditta, ma sempre attento al rinnovamento. Ampia selezione di vini tra i migliori friulani e italiani, più un angolo di vini dal mondo. E ci sono anche 6 raffinate suites nella vecchia casa di famiglia il cui ampio cortile serve anche per ricevimenti e banchetti.

Al Paradiso

Paradiso di Pocenia (UD)

La casa che ospita il ristorante è dei primi del Cinquecento. Dal 1966 era il sogno di Annamaria, lady chef, quando iniziò a lavorarvi come cameriera. Un sogno che si è poi realizzato nel 1994, assieme al marito Aurelio e alla figlia Federica, con l’acquisto e l’avvio del meraviglioso recupero che oggi ammiriamo.

La cucina, ispirata al maestro Gianni Cosetti che qui “officiò” tra il 1998 ed il 1999 e da cui Annamaria seppe cogliere i segreti, si è poi evoluta aprendosi a una costante innovazione declinando profumi e sapori delle Risorgive in opere di puro gusto.

La cura per i prodotti del territorio e la ricerca di piccoli artigiani del gusto locali è instancabile. Il tutto accompagnato da una pregiata carta dei vini, prevalentemente friulani, e da una selezione di vini locali del Paron Aurelio.

Il Paradiso è un bouquet di sale grandi e piccine. Incantevole l’antico fogolâr dietro al quale la grande veranda si affaccia sul giardino interno, ricavato dai magazzini del Settecento.

Al Ponte

Gradisca d’Isonzo (GO)

È un’oasi verde accanto alle vie di comunicazione più importanti del Friuli Venezia Giulia. È un hotel dove rilassarsi in spa e un ristorante che racconta le innumerevoli diversità del Friuli, interpretate da Luca – lo affianca zia Olga –, che sa usare con uguale capacità sia la cucina creativa di pesce sia quella della tradizione friulana. In sala troviamo i genitori Adriana e Armando e lo zio Fabio. La famiglia Rizzotti parte dalle porte della Carnia per arrivare, nel 1985, ad acquistare Al Ponte sulle rive dell’Isonzo. Ad accompagnare la cucina, una ricca cantina, con un invidiabile collezione di grandi formati. Piacevole l’accogliente parte del locale ricavato sulla terrazza, chiusa da vetri, con camino a vista.

All'Androna

Grado (GO)

I fratelli Allan e Attias Tarlao sono all’Androna nel 2001, ma la famiglia Tarlao è nella ristorazione da tre generazioni. Oggi All’Androna è il locale di riferimento di Grado, con la cucina marinara piacevolmente creativa di Attias, un percorso armonioso dalla tradizione gradese all’innovazione, sempre con pesce di giornata, servito sotto la direzione sapiente di Allan. La carta dei vini ruota attorno ai bianchi, dal Friuli Venezia Giulia, ma anche dall’Italia e dal mondo, da degustare in un questo prezioso locale, incastonato in un trittico di edifici del VI secolo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il battistero e la basilica di Sant’Eufemia.

Campiello

San Giovanni al Natisone (UD)

Un albergo, un ristorante raffinato, un’osteria con eccellenze della tradizione. Il Campiello, aperto come trattoria nel 1966 da Pio Macorig e sua moglie Maria, si è rinnovato in questa triplice veste nell’89. Ora ci sono il figlio Dario, la moglie Marisa e Filippo, loro figlio. Propongono un’eccellente cucina con il pesce al centro che le geniali creazioni di Dario e Filippo lo rendono un’esperienza unica! La cantina ha una capacità di proposte eccezionale, con 30.000 bottiglie di grandi annate e grandi cru, spumanti italiani e champagne. Arredato con molto legno, il Campiello è un moderno classico, con sapienti inserimenti antichi e arte.

Carnia

Venzone (UD)

Hotel e Ristorante dal 1979, inserito nel suggestivo paesaggio della montagna friulana alla confluenza tra il fiume Fella con il Tagliamento.

E’stato più volte rinnovato dalla famiglia Treppo ed è luogo di ritrovo per eccellenza, attrezzato anche per meeting, cene aziendali o cerimonie.

Il menù spazia dalla sapiente tradizione carnica a quella, sempre piacevole, di pesce, accompagnata da una carta dove c’è tanto Friuli, in vasta scelta.

Costantini

Collalto di Tarcento (UD)

Affacciato sulla strada che porta in Austria e totalmente ristrutturato tra il 1999 e il 2003, il complesso (tra camere, sale ristorante e per banchetti) è stato avviato nel 1988 da Costantini Eligio e Pio. Eligio, padre di Pio, attuale proprietario del ristorante albergo, aiuta tuttora il figlio in cucina. Da gustare, piatti di carne e pesce, per una cucina, come dice Pio, «tradizionale con innovazione». Ruolo fondamentale alle materie prime del luogo e speciale la collaborazione con il giovane chef Marco Furlano. Pio ha sviluppato pure un importante servizio di catering. Cantina ottima, in parte visibile dal ristorante.

Da Nando

Mortegliano (UD)

Tutto cominciò con nonno Edoardo, nel 1931. Poi proseguirono Ferdinando e Isolina. Nel 1980 Ivan e poi il fratello Sandro entrano nella conduzione. Accanto a loro l’ultima generazione, rispettivamente Giulia e Marco, Leonardo e Stefano.Un punto di riferimento da cinque generazioni a Mortegliano, dove ora, accanto al ristorante, ci sono anche la cantina-negozio e la locanda con dodici camere. La cucina “di” Ivan (ispiratore, suggeritore, controllore) è del territorio, golosa ed entusiastica, e di pesce, fantasiosa e unica. Stupefacente la proposta di vini, con una delle cantine più fornite del Friuli: oltre 180.000 bottiglie! Cantina da visitare da visitare assolutamente e in cui sono custoditi prodotti tipici ed i vini. L’acetaia vanta 40 botticelle. Un ampio salone, che si apre su di un vasto giardino, è adibito ricevimenti.

Da Toni

Gradiscutta di Varmo (UD)

Il vero segreto del locale è l’aver saputo mantenere il timbro dell’accoglienza friulana, fatta di sostanza e di semplicità, per una cucina appassionata, sempre riletta in punta di piedi, con sapienza e sensibilità. Toni e Palmira Morassutti aprono la trattoria a Gradiscutta nel 1928. Aldo, loro figlio, entra in campo nel 1958. Ora è affiancato, nella conduzione, dagli chef Claudio Basso Bondini e Marco Liani. Aldo presenta, sotto le insegne del “Camarin”, la sua selezione di vini locali. La cantina è fornitissima, con bottiglie di produttori eccelsi e annate straordinarie.

Ilija – Ristorante golf club

Tarvisio (UD)

Davanti, lo spettacolo delle montagne coperte da boschi maestosi, parte della foresta di Tarvisio, inestimabile patrimonio naturale che ospita pure il prezioso “abete di risonanza”, usato per gli strumenti musicali a corda. Dentro, un ristorante unico, rinnovato nel 2014 dalla famiglia austriaca Palfinger, proprietaria del campo di golf. Nei piatti dello chef Ilija troviamo le suggestioni dei suoi numerosi viaggi, ma anche il sempre ricercato contatto con la natura, sua più forte fonte d’ispirazione. Ilija è un creativo originalissimo, con una vera passione per il pesce, che declina secondo stagione in piatti accattivanti per la vista oltre che per il profumo e il gusto. In cantina soprattutto etichette regionali, ma pure ottime presenze austriache, slovene e croate.

La Primula

San Quirino (PN)

La prima data che testimonia del locale è impressa nell’alare di ferro battuto a ornamento del fogolâr collocato in osteria: 1875: sempre della famiglia Canton. Il percorso moderno del rinnovamento, cominciato con Roberto e Lidia, è affidato ai figli Andrea, genio in cucina, ed Emanuela con suo marito Pier.
Andrea entra in cucina, ancor giovanissimo, nel 1980, affiancando la mamma e la zia Daniela. Andrea è chef di prima grandezza: perfezionista, pieno di idee e dotato di forte sensibilità: i suoi piatti sono cesellati. La sua innovazione è misurata ed efficace.
Pier, ottimo sommelier, cura i vini ed il loro servizio in maniera perfetta. Nei vari interventi di restyling del locale è stata ricavata la cantina, sotto il ristorante, che custodisce oltre 1600 etichette di vini diversi.
Locale molto accogliente e nello stesso tempo raffinato, senza sbavature né eccessi. La sala ristorante è intima, col fogolâr; quella riservata ai banchetti gli è attigua. Accanto l’antica osteria Alle Nazioni – seguìta da Emanuela, Daniela e da papà Roberto – dove siedono 40-50 persone per un menu di cucina tradizionale, ma di ottima qualità, preparato e curato dalla medesima cucina del ristorante. La Primula è anche un albergo di charme.

La Subida

Cormons (GO)

Un casale caldo e raffinato, che si trasforma mantenendo sempre la sua impareggiabile identità, nelle verdissime colline a un passo dal confine, sopra Cormons, dove deliziarsi con una cucina del territorio e una narrazione originale, fusione innovativa delle culture friulana e slovena. La trattoria Al cacciatore della Subida, aperta a fine 1960, da anni è anche luogo di soggiorno con una proposta unica, prima in regione che ha proposto un hotel di charme composto da diverse case separate e collocate nel bosco. Si possono acquistare anche prodotti esclusivi, come il famosissimo Aceto Sirk. Accanto, c’è l’Osteria de la Subida, un maneggio, campi da tennis, parco giochi, biciclette e le inconfondibili Vespa gialle per visitare i dintorni. Insomma, la Subida è un progetto, un’esperienza immersiva completa nella sincera bontà di questa terra, con curiosità e tensione incessante al meglio, ragione di fondo del lavoro appassionato della famiglia Sirk. Ad accoglierci, oltre a Joško e alla moglie Loredana, i figli Tanja – con lo chef Alessandro, suo marito – e Mitja, che cura con sapienza l’ampia selezione di bottiglie, con interessanti riserve di assoluto valore e, spesso, rarità.

La Taverna

Colloredo di Monte Albano (UD)

Come entri, ti si apre uno dei panorami più suggestivi del Friuli, giusto ai piedi del grandioso Castello di Colloredo di Monte Albano e sulla sommità di colli con lo sguardo aperto verso sud. L’eleganza e la sobrietà sono il segno di tutto, dalla sala con il suo camino al salone per i banchetti, dalla terrazza fino all’eccezionale giardino dove d’estate si mangia con una vista unica. Rilevata nel 1979 dal patron Piero Zanini (con anni d’esperienza nei migliori ristoranti d’Europa) e dalla moglie Matilde, da semplice trattoria diventa il ristorante d’eccellenza di oggi. Già nel 2016 con l’arrivo di Nicola Storti e poi nel 2020, insieme a Lara Minisini si compie il definitivo passaggio di testimone. In cucina lo chef Ivan Bombieri, e la sua giovane brigata, cura la cucina d’autore con la filosofia “Taverna”, rigorosamente stagionale, con prodotti locali di qualità eccelsa trasformati in piatti equilibrati con tocchi di creatività che stupiscono. La cantina raccoglie quasi 1300 etichette, con grandi annate di vini prestigiosi.

Ristorante La Torre

Spilimbergo (PN)

Dal 1992 il ristorante trova sede al piano terra del meraviglioso Palazzo Dipinto, nel complesso del Castello di Spilimbergo, costruzione medioevale del 1.100, dopo aver occupato dal 1983, con Stefano Zannier, gli spazi della vecchia sede, ora una prestigiosa enoteca. Alla Torre troviamo due salette accoglienti, arredate sobriamente ma con raffinatezza, in dialogo armonico con la particolare atmosfera castellana. Di recente è possibile mangiare nel delizioso dehor ricavato nella corte.

Carta dei vini prestigiosa e ben costruita dal sommelier Massimo Botter, abbinata abilmente alla cucina dello Chef Marco Talamini, un connubio ideale per chi vuole concedersi un’esperienza gastronomica davvero piacevole.

Lokanda Devetak

Savogna d’Isonzo (GO)

Sei generazioni di Devetak si sono passati il testimone alla trattoria-gostilna (in sloveno), fin dal 1870, a San Michele del Carso. Ora ci sono Avguštin e la moglie Gabriella, che hanno recuperato l’osteria originale e completato la locanda, in autentico stile del Carso. Fin dalle origini la cucina – ispirazione carsolina, tra influenze italiane, slovene e austriache – è presidiata dalle donne e così si continua con Gabriella, assieme all'ultima delle quattro figlie, Mihaela. Ortaggi, spezie e frutta provengono dall’azienda agricola di famiglia seguita dalla primogenita Sara. In sala ci accolgono Avguštin assieme alle figlie Tjaša e Tatjana. Scavata nella roccia carsica, la cantina racchiude un’importante collezione di distillati e 1500 etichette di vini dal mondo, con particolare attenzione al territorio.

Mondschein - A Taste of the Dolomites

Sappada (UD)

Circondato dalle vette delle Alte Dolomiti (patrimonio Unesco dal 2009), il Mondschein si trova a Sappada – Plodn in lingua autoctona – a 1250 metri di altitudine.

Dopo un significativo periodo di formazione ed esperienza all’estero, Paolo Kratter dà il via alla trasformazione di quella che già negli anni 1990 era una bella baita di montagna ai piedi delle piste da sci e che ora vede impegnata la famiglia al completo: la moglie Irene e i figli Stefano, Federico e Sofia.

Il concept oggi è Mondschein – A Taste of the Dolomites. L’ambiente risveglia le inconfondibili sensazioni di benessere delle case alpine mentre il frizzante approccio dello chef Marco Da Rin Bettina e della sua brigata sorprende con una cucina fresca e disinvolta, che esprime con eleganza contemporanea le più autentiche tradizioni culinarie locali, regalando agli ospiti una vera e propria food experience.

La carta dei vini spazia dalle etichette più note ai piccoli produttori “di ricerca”. Degno di nota il digestivo amaro alle erbe, il “Nonna Ines”, autentica ricetta di famiglia, tramandata da quattro generazioni.

Un curatissimo campo da golf da 9 buche, le immancabili camminate all’aria aperta per la bella stagione e, in inverno, un adrenalinico tour in motoslitta completano l’esperienza al Mondschein.

Sale e Pepe

Stregna (UD)

Si sale, tra il verde, a 400 metri, dove si aprono i più bei prati del Friuli. Lì c’è Stregna, nelle Valli del Natisone, a 15 minuti da Cividale, dove nel 1987 Teresa Covaceuszach e Franco Simoncig aprono il Sape e Pepe, locale curatissimo, colorato e dove non mancano fiori profumati, dove trovare anche prodotti in vendita, una terrazza per mangiare nella bella stagione e un kot, la stanza del camino in sloveno, delizioso. Al Sale e Pepe si capisce cosa significhi “cucina di territorio”. Le ricette locali si rinfrescano senza perdere le tracce della cultura contadina e della semplicità, grazie a materie prime uniche. La cucina di Teresa è dettata dai tempi naturali dell’orto, a… metro zero! A Franco spettano la sapiente selezione e proposta dei vini della cantina, che raccoglie una vasta scelta di friulani, specie autoctoni, oltre alla gestione della sala.

Vitello d’Oro

Udine (UD)

È il più bel giardino di Udine per mangiare all’aperto. E il palazzo in cui trovano posto le sale, recentemente rinnovate con eleganza e innovazione rispettosa, è del primo Ottocento, ma poggia sulla seconda cinta muraria della città, del XIII secolo, valorizzata proprio grazie alla recente ristrutturazione. Tesoro da ammirare, assieme ad altri particolari storici portati alla luce dal restauro, quando si fa visita al ristorante, che risale, nella sua prima apertura, al 1847. Antonio Sabinot, attuale patron, vi arriva come cameriere nel 1964. Con la moglie Gigliola, nel 1987, ne diventa proprietario e a loro si affiancano, nel 1991, i figli Massimiliano e Gianluca. Con l’arrivo di Max si avvia un profondo rinnovamento: la sua è una cucina di pesce allegra, singolare, curiosa, ricercata e insieme immediata, e i dolci ne sono il goloso suggello.

Ampia la proposta di vini bianchi friulani e spumanti, in sintonia con la cucina, ma ottime etichette anche di rossi. Sala e cantina sono diretti da Gianluca.