Aceto Sirk

Cormons

Josko Sirk– che è pure proprietario, con la sua famiglia, del ristorante la Subida – ha saputo imprimere una profonda innovazione alla produzione dell’aceto di vino. L’intuizione è stata quella di partire non dal vino, ma dall’uva. Già! L’assaggio conferma che quell’intuizione è stata felice: aromi caldi e polifonici, non freddi, taglienti e pungenti come la stragrande maggioranza degli aceti che conosciamo; in bocca ha struttura che si allunga in un’ottima persistenza aromatica, con una mineralità molto rara per un aceto. Insomma: un aceto complesso e completo, che ti fa scoprire un mondo nuovo. L’uva di partenza è la Ribolla gialla. Per ottenere la complessità descritta, pigia l’uva, lasciando mosto e vino a contatto con le bucce in tini di rovere aperti per circa 9 mesi. Per smussarne gli angoli e renderlo equilibrato, lo fa quindi affinare 2 anni in barrique di rovere. Tre anni per arrivare alla fine del processo, contro i 120 minuti che ci mette l’industria.

Amatori Tartufi

Muzzana del Turgnano

Il Friuli ha il suo tartufo bianco ed anche di qualità eccelsa. Il luogo di raccolta è un “pezzetto” di 163 ettari accorpati di quella che era la grande foresta planiziale che ricopriva l’intera Europa, circa 10.000 anni fa: la Selva di Arvonchi Coronata. Un bosco ad uso civico, quindi di proprietà del Comune e cui cittadini sono i soli che possano raccoglierne i frutti: oltre al tartufo, i funghi, la legna ed esercitarvi la caccia. Ancora. È l’unica area italiana da tartufo bianco in pianura e poco lontana dal mare, solo 4 chilometri. La straordinaria polifonia delle note aromatiche del magnatum muzzanese – oltre alla cura del bosco e degli alberi tartufigeni – trova una delle sue sorgenti aromatiche nell’effetto moltiplicatore dell’aglio ursino, che fiorisce copioso. Gli altri “musicanti” sono le foglie, i fiori, le piante e, naturalmente, le sostanze del terreno, che ha una notevole salinità. L’erba, invece, costruisce la dimensione del sapore.

Coniglionatura – Vecon

Precenicco

L’azienda Vecon, nata negli anni ’90 a Precenicco in provincia di Udine, produce la linea Coniglionatura.
 Vecon è specializzata nell’allevamento dei conigli da carne e svolge l’intero ciclo produttivo: dalla riproduzione all’ingrasso. Coniglionatura è un sistema di allevamento high tech completa- mente innovativo che prevede il finissaggio del coniglio in un ambiente sano e naturale, con lo scopo di produrre carni salubri e di primissima qualità che arrivano sulla tavola del consumatore con caratteristiche di assoluta eccellenza. Per ottenere questi risultati, molteplici sono i fattori che nel loro insieme devono essere in equilibrio: l’azienda infatti tiene in particolare considerazione la salvaguardia della sanità e il benessere degli animali. L’allevamento avviene in impianti ad alto tasso di innovazione tecnologica esclusivamente all’aperto. La struttura “plein air” di 20.000 mq, è situata in un contesto spettacolare e unico, una superficie alberata ad essenze di gelsi, frassini, aceri e querce dove gli animali sono quotidianamente in contatto con l’ambiente naturale che li circonda.

FriulTrota

San Daniele del Friuli

“Abbiamo una trota eccezionale – sosteneva Giuseppe Pighin, che fondò Friul Trota nel 1984 e padre di Mauro, attuale titolare – ma non basta. Dobbiamo offrirla già pronta; oggi pochi hanno tempo e voglia di pulirle o cucinarle in casa”. Sarebbe stata l’intuizione vincente, tant’è che oggi Friul Trota propone ben 14 diversi prodotti. Le condizioni per ottenere un’ottima trota sono legate a tanti fattori. Selezione severissima dei mangimi e gestione non intensiva dell’allevamento. Fondamentale sono la purezza delle acque che debbono essere correnti, affinchè il pesce sia in costante movimento e così sviluppare una muscolatura soda e compatta. La trota così allevata contiene molto Omega 3, che ha elevati benefici salutistici. L’artigianalità delle lavorazioni, come la spinatura a mano e la salatura a secco e, va da sé: nessun uso di coloranti e conservanti e, dal momento della cattura all’inizio della lavorazione, passano pochi minuti. L’affumicatura: non dev’essere finalizzata alla sola conservazione, bensì capace di migliorare il gusto delle trote.

Gubana Maria Vittoria

San Pietro al Natisone Loc. Ponte S. Quirino

Negli anni ’50, a San Pietro, nelle Valli del Natisone – patria della gubana e degli strucchi – sorse quest’azienda artigianale che sa interpretare con rigore la tradizione di questi dolci storici. Il Prosciuttificio DOK di Carlo dall’Ava, sulla scia del successo della sua catena di prosciutterie con annesso negozio di specialità alimentari, acquista una piccola azienda nelle Valli del Natisone. La rinnova negli uomini, nella produzione e nell’immagine. Sceglie il recupero della tradizione nei dolci locali – gubana e strucchi – e si apre ad altre produzioni, come biscotti e panettone. Ottimi.

Jolanda de Colò srl

Palmanova

Antonello Pessot è un genio delle produzioni alimentari. Gli spetta il grande merito di aver recuperato e rinnovato la tradizione dei prodotti dell’oca, fino a diventarne leader in Italia. Ai quali ha via via aggiunto la selezione e la distribuzione di una vasta gamma di prodotti alimentari dalla qualità elevatissima. Con lui ci sono sua moglie Alana e il figlio Bruno. Ora, grazie ad Antonello Pessot, quando si parla di oca il riferimento è diventato il Friuli Venezia Giulia. I suoi capolavori: il salame d’oca della tradizione ebraica, la porcaloca, la mortadella d’oca,il foie gras fresco macerato nel Picolit.

L’Antica Ricetta

Cormons

La gubana L’Antica Ricetta ha un padrino nobile: Bruno Pizzul, cormonese Doc. Giacomo Brandolin decide di regalare la sua gubana agli invitati alla festa del 80° compleanno di Pizzul conquistando il palato di tutti. Lui ricambia con un prezioso consiglio: chiamarla “Gubana di Cormòns”, così da distinguerla da quella di Cividale e di Gorizia. Una ricetta, ereditata dalla Bisnonna Maria, che vede unite tre generazioni: nonna Luciana, mamma Gianna e suo figlio Giacomo. Pasta a lunga lievitazione arricchita da un prezioso ripieno di noci, nocciole, pinoli e uva sultanina di primissima scelta. E’ consigliata la degustazione a temperatura ambiente abbinata all’Elisir SanZuan (San Giovanni, in friulano), un prodotto esclusivo, da servire a 13° C.

Latteria di Cividale e Valli del Natisone

Cividale Del Friuli

Latteria sociale di Cividale e Valli del Natisone – questa è la sua ragione sociale – venne fondata nel 1924 come turnaria, per trasformarsi in Sociale nel 1974. La scelta che avrebbe innovato in profondità la Latteria avvenne nel dicembre 1980, quando si decise di aprire il primo punto vendita diretto, che fu anche il primo fra tutte le latterie del Friuli. Allora a dirigerla era Francesco Miani, che aveva una visione molto dinamica della gestione e che intuì un aspetto fondamentale: per poter far crescere il caseificio e dargli una buona redditività era necessario tenere in mano la filiera della vendita. Miani scomparve nel settembre del 2008. Due mesi dopo, in novembre, fu chiamato Dario Roiatti, che con lui aveva collaborato proprio negli anni Ottanta, periodo della ristrutturazione del caseificio. Roiatti è dinamico ed entusiasta del suo lavoro e ha il grande merito di avere portato avanti, con decisione, il progetto del suo predecessore. Infatti nel 2016 sono ben 8 i punti vendita diretti, che valgono il 40% del fatturato. Che si va a sommare al 45% che deriva dalle vendite dalla sede, lasciando solo il 15% ai grossisti. Di fatto la Latteria ha il controllo pressoché completo del suo mercato, il che le ha permesso di seguire la strada di una qualità sostenibile e con prodotti fortemente caratterizzati, per non cadere nel limbo dell’omologazione. Per l’azienda, il Montasio conta il 35% della produzione totale. Accanto al prodotto simbolo, si mette a punto una serie di formaggi a latte crudo, puntando su una netta personalità del prodotto unita ad una qualità elevata. Scelta che coglie le tendenze di un consumatore sempre più attento alla salute ed alla bontà del cibo.

Macino

“Estensione ecologica realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-alimentari”. La definizione tratta dal sito riassume tutta la passione, la conoscenza, la ricerca, la curiosità che Roberto Franzin – chef dell’alta ristorazione – applica quotidianamente nel suo lavoro. “Rispettiamo gli ingredienti e la natura, la loro qualità e la freschezza, scegliendo solo gli ingredienti migliori dai produttori di eccellenza, dando la priorità alla territorialità e alla stagionalità dei singoli prodotti. La finalità del nostro lavoro per raggiungere due obiettivi, quello qualitativo e quello gastronomico. Da cuoco a produttore di pasta non c’è stata differenza e non è cambiato nulla. Ho mantenuto la cura maniacale che mi ha sempre distinto, la ricerca, le materie prime, cercando di migliorarmi ogni giorno.”

Molino Zoratto

Codroipo

Il mulino del 1450 è divenuto proprietà della famiglia Zoratto nell’Ottocento ed è uno dei più belli in assoluto che si possano vedere, con tutte le strutture idrauliche in ferro battuto d’epoca ancora in funzione e utilizzate non solo per macinare granaglie, ma anche per battere lo stoccafisso. “Per ottenere qualità – afferma Umberto Zoratto – valgono sempre le medesime regole: materie prime eccellenti con una rispettosa e sapiente lavorazione. Le nostre farine sono solo e soltanto biologiche, l’essiccamento è fatto all’aria e i grani vengono tolti dal tutolo solo quando devo macinarli dopo aver eliminato quelli non buoni”. Poco oltre l’antico stabile si trova il locale della battitura. Umberto Zoratto infatti è l’unico battitore di stoccafisso in Italia.

Oro Caffè

Tavagnacco

Nel 1987 i coniugi Chiara De Nipoti e Stefano Toppano rilevano la Orocaffè (fondata nel ’72). Mentre Stefano si occupa dei mercati esteri, Chiara sceglie, all’origine, le partite migliori per poi andare a creare il gusto, lo stile Orocaffè. Come fa un produttore di vino che assaggia le sue diverse botti per individuare la migliore e metterne il vino in bottiglia, Chiara verifica, con l’assaggio, il caffè di ogni partita e per trovare quelle idonee al timbro Orocaffè. Il caffè “di” Chiara è elegante e floreale: ricorda i fiori di mandorlo e di rosa calda, per chiudere in bocca con sfumature di nocciola e ancora mandorla.

Pasticcerie Mosaico-Cocambo

Aquileia

La famiglia Zerbin gestisce la pasticceria Mosaico ad Aquileia. Lunga e articolata esperienza nel campo, ma sempre alla ricerca di innovazioni. Così è nato, grazie al giovane Piero, il progetto “interattivo” Cocambo-La Fabbrica del Cioccolato, che si trova sempre nella città dei Patriarchi e si sviluppa in una accogliente struttura-laboratorio che permette un viaggio nel mondo del caffè e del cioccolato, ma anche di tutte le prelibatezze dell’arte pasticcera artigianale.

Pasticceria Maritani

Monfalcone e Staranzano

Dal 1928, tre generazioni Maritani hanno saputo tramandarsi valori, conoscenze, metodo e ricette. Un prodotto altamente artigianale non è soltanto uno slogan: per Maritani, Altamente Artigianale significa impegno, rispetto e onestà. Questi sono i valori su cui fondano il loro operare, da sempre. Tanto da trasformarlo nell’elisir di lunga vita. Premiata fra le migliori pasticcerie del Friuli Venezia Giulia da Gambero Rosso.

Pasticceria Simeoni

Udine

La leggerezza dell’essere… brioche di Giuseppe, titolare – assieme alla moglie Carla – della pasticceria Simeoni di Udine. Brioche aeree, dolci, fragranti leggerissime e soprattutto altamente digeribili. La digeribilità – filo conduttore della sua produzione – è data sia dalla rigorosa scelta delle materie prime sia dalla ricerca nelle lavorazioni e dalla lunga lievitazione, ben 20 ore. Applica il rinnovamento produttivo non solo alle brioche, ma a tutti i suoi dolci. Sostiene che, oltre ad essere leggeri, devono essere anche freschi, per dare un senso di pulizia al palato: da qui l’idea di produrre piccoli semifreddi monoporzione. Ancora un esempio possono essere i bignè, piccole cremose delizie per il palato. Per renderli più leggeri Giuseppe ha invertito i rapporti canonici che dicono 1/3 di burro, 1/3 di acqua ed 1/3 di farina e li ha portati a una parte di burro, due di acqua ed una di farina più uova. Risultato! Bignè più soffici, più leggeri, perfetti nel gusto.

Prosciuttificio Dok Dall’Ava

San Daniele del Friuli

Carlo Dall’Ava – figlio di Natalino e Paola Dall’Ava che fondarono la Dok Dall’Ava nel 1982 – è un innovatore. Nel 1992 riduce il numero di prosciutti prodotti e ne allunga la stagionatura: punta sull’esasperazione della qualità. Si rifiuta di vendere alla Gdo. I fatti gli daranno ragione. Quindi crea una catena di punti vendita la cui svolta avviene nel 2010, con l’apertura della nuova prosciutteria a San Daniele collegata allo stabilimento, per intercettare coinvolgere il consumatore nelle varie fasi di lavorazione. Ora le prosciutterie sono nove.
Al San Daniele aggiunge prosciutti di maiali provenienti da diverse aree geografiche di elevata qualità: il PataDok, da suino iberico; il NebroDok, suino nero dei Nebrodi in Sicilia; l’HunDok, dal suino Manganica ungherese; il Fumato, prosciutto friulano le cui cosce sono affumicate a fine stagionatura. Taglia i prosciutti rigorosamente a mano e, per insegnarlo, ha aperto una scuola.

Rizzo Caffé & Bistrot

Tarcento

Chi adora il panettone sa che non è facile trovarne uno buono. Una visita alla panetteria-pasticceria “Il Forno” di Alessandro e Catia Rizzo è un pellegrinaggio verso l’eccellenza. Il loro panettone non ha nulla da invidiare a quelli delle grandi pasticcerie milanesi: profumo dolce, burroso, soave e avvolgente. All’assaggio è aereo, soffice, si scioglie in bocca. Se il panettone è la sorpresa, il pane di Alessandro è l’esaltazione dei gusti in noi sedimentati. Petra: semintegrale, dalla crosta color cuoio. Profumo di pane antico, raffinato, nobile con sottofondo di nocciola. Stupendo per accompagnare il San Daniele e il culatello. Lievitazione come Iddio comanda: 22-24 ore. Quindi il “Contuttoilgrano”, da farina integrale. Al sapore mantiene l’intensità del profumo e richiama la sensazione di tostatura. Pane per accompagnare salumi dai sapori intensi, come la soppressa, l’ossocollo, la coppa di testa, il Sauris.

info@ilfornorizzo.it
tel. 0432 681683

Salumificio Dentesano

Percoto

Una delle conquiste di cui i Dentesano sono giustamente orgogliosi è l’aver saputo – perché voluto – sviluppare un ottimo brand sui prosciutti cotti, diventando un preciso e sicuro riferimento qualitativo. Dentesano è stata tra le prime aziende a voler arrivare al suino friulano. Affermano in azienda: “Finalmente, grazie alla certificazione regionale A.QU.A, possiamo avere il maiale 100% friulano. Il che significa maiali nati, allevati e macellati in Friuli, con la possibilità di seguire direttamente la fase dell’alimentazione, fondamentale per la qualità”.
Il risultato di una lunga tradizione via via aggiornata è il prosciutto cotto in crosta di pane, denominato “Il cartoccio”. La coscia, disossata, viene completamente avvolta nell’impasto del pane e quindi messa in forno a cucinarsi per 8 ore (serve un’ora al chilo). I profumi e i sapori restano imprigionati dal pane che, quando viene tolto, si liberano in una gioiosa provocazione golosa.

Sara Devetak

San Michele del Carso

A San Michele del Carso, Sara Devetak e suo marito Pavel conducono l’azienda agricola tra fazzoletti di terra rossa e rocce calcaree, capaci, però, di dare forte personalità ai prodotti. Con lei lavora il nonno Renato, memoria storica dell’agricoltura di famiglia. Coltivano alberi da frutto, verdura ed erbe aromatiche con metodi naturali. I prodotti ottenuti sono lavorati nel proprio laboratorio, ricavato nella “Casa dei Sapori”. La filiera è cortissima: dall’orto al laboratorio e alle tavole del cliente. Confetture e non solo:sciroppi, sott’aceti, nettari, salsa di pomodoro, mieli. Quindi salsicce, cotechini, salami con il rosmarino pancette, osso colli, lonze, lardi, strutto in vaso, prodotti con metodi naturali e con le più moderne tecnologie di asciugatura e stagionatura. Dal 2017 l’azienda è Fattoria didattica.

SpiruLine

Cormons

SpiruLine è l’azienda che produce l’alga spirulina a Cormòns. Il 26enne Giacomo ha il DNA imprenditoriale: nel 2018 ha lanciato l’azienda L’Antica Ricetta (gubana), ma qualche anno prima aveva preso avvio un’idea ancora più azzardata, la coltivazione di Alga Spirulina. Si tratta di una microalga unicellullare appartenente alla famiglia delle alghe azzurre, tuttavia il suo colore è verde intenso, grazie alla clorofilla contenuta al suo interno. È nota per il suo elevato tenore in proteine (56%), molteplici vitamine, amminoacidi essenziali e sali minerali e per queste caratteristiche comunemente viene assunta sottoforma di compresse, come integratore alimentare.
Attualmente in ambito culinario è utilizzata essiccata per la produzione di pasta, pane, biscotti, gelato ecc. non rispettando il mantenimento delle sue caratteristiche e dei principi nutrizionali. Il miglior utilizzo della Spirulina è il consumo del fresco, perché permette di assumere la totalità dei costituenti. Questo non è sempre possibile perché la shelf life del fresco è di pochissimi giorni. Crescendo in acqua salata, il profumo è marino/salmastro e apporta una certa sapidità. È quindi ideale usarla a crudo per salse o condimenti o previa cottura a bassa temperatura entro i 40° C circa.

Valle del Lovo

Carlino

La Valle del Lovo è un’azienda agricola che si occupa di vallicoltura, una tecnica di allevamento che prevede il richiamo stagionale di giovani esemplari di alto pregio e il loro accrescimento in condizioni naturali in allevamenti estensivi e semi-estensivi, con integrazione dell’alimentazione naturale con mangimi controllati, impiego di ossigeno, periodiche verifiche ambientali e produttive.
 Tutte le specie vengono allevate riprendendo la tradizione delle antiche tecniche unendo innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale al fine di raggiungere particolari qualità organolettiche dei pesci dal sapore unico, che solo queste zone di allevamento a ridosso della laguna possono offrire. Presso la sede aziendale che si trova nel comune di Carlino, in località Oltregorgo, si posso trovare ed acquistare tutti i prodotti tipici di valle: orate, branzini, anguille, cefali e ombrine.
 Per i palati più esigenti è possibile acquistare ed ordinare anche la nuovo specialità aziendale: il filetto affumicato di branzino “Gran Riserva”.

Consorzio Montasio

Codroipo

Il Montasio è un formaggio tipico che è ufficialmente tutelato dal 1955. Ha ottenuto la Denominazione di Origine nel 1986 e nel giugno 1996 la speciale certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) dall’Unione Europea.
Questo formaggio prende il nome dal massiccio del Montasio in Friuli. È stato prodotto nei pascoli estivi del massiccio fin dal diciottesimo secolo, grazie alla cura amorevole dei monaci benedettini dell’Abbazia di Moggio Udinese. Da allora, la maestria della produzione del Montasio si è diffusa nelle Alpi Carniche e Giulie fino a raggiungere le pianure del Friuli e del Veneto. Attualmente, le principali zone di produzione si trovano nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste, Treviso, Belluno e in alcune aree delle province di Padova e Venezia, sempre tenendo fede alla ricetta tradizionale del diciottesimo secolo.
Il Montasio è un formaggio a pasta cotta, di consistenza medio dura, prodotto con latte di vacca proveniente dalla zona di produzione. La provenienza del latte è strettamente controllata dal Consorzio di Tutela.
I quattro diversi stadi di maturazione danno vita alla sua svariata gamma di caratteristiche sensoriali.
• Il tipo fresco o dolce (con stagionatura dai 60 ai 120 giorni) ha un sapore leggero e delicato.
• Il tipo semistagionato o mezzano (dai 4 ai 10 mesi) ha un sapore più deciso, con un gusto inconfondibilmente pieno e straordinario.
• Il tipo stagionato (più di 10 mesi)
• Lo stravecchio (più di 18 mesi) presenta dei sapori particolarmente aromatici